Il cambio di stagione

E alla fine eccolo qui. Indisponente e uggioso è arrivato l’autunno. Forse non ci dovrebbe sorprendere poi molto visto che arriva quasi puntuale ogni anno, ma non si sa com’è, ci lascia sempre un po’ spiazzati. Sarà che fino a due giorni fa ci godevamo il caldo sole delle ottobrate romane gustandoci l’ennesimo gelato; sarà che le magliette a maniche corte troneggiano ancora nel nostro guardaroba, fiero baluardo di un’estate ormai alle spalle; sarà che i sandaletti ancora occupano il posto d’onore nelle nostre scarpiere, ma quest’autunno proprio non ce lo aspettavamo. E invece eccolo qua. Con il suo carico di pioggia e il suo vento freddo. Le foglie gialle lungo i vialetti del parco ci rendono insidioso il cammino, con quelle scarpine un po’ troppo estive che ci ostiniamo ad indossare, così alla fine tocca rassegnarsi e affrontare il temutissimo cambio di stagione. Per qualunque donna questo è l’incombenza stagionale più odiata, forse a pari merito solo con le inutili diete primaverili. Aprire l’armadio e rendersi conto che ormai è arrivato il tempo di riporre gli amati vestitini leggeri e colorati ci provoca un brivido lungo la schiena, ammettiamolo, ma purtroppo è tempo di mettersi all’opera. E se si tratta di un compito gravoso quando ci occupiamo del nostro guardaroba, figuratevi cosa può diventare se dobbiamo selezionare e riporre l’abbigliamento dei pargoli. Inutile dire che l’ottanta per cento dei capi saranno troppo piccoli, troppo corti, troppo stretti; come diretta conseguenza ne deriva che in questo periodo si vedano cose incredibili: bimbi fasciati in felpette oramai risicatissime, pantaloni alla zuava che lasciano scorgere calzette corte e striminzite, giubbini allacciati per miracolo, che tolgono il respiro ai nostri pupi, in una strenua battaglia contro la loro sacrosanta crescita. Ho visto bimbi indossare capi talmente aderenti da domandarsi se per caso non fossero mute da sub! Ecco quindi spuntare per magia decine di buste, sparse per la casa, contenenti gli abiti che sono diventati immettibili per i nostri bambini ma che possono essere perfetti per il figlio della nostra amica o per la bimba di nostra sorella. E’ un mercato clandestino di abbigliamento che ha proporzioni titaniche: si selezionano i vestiti per taglia, colore, pesantezza, valutandone l’usura e ci si organizza negli scambi con appuntamenti mirati che finiscono per riempire le giornate quasi che si trattasse di un’attività lavorativa vera e propria. Ovviamente di tutto questo lavorio il resto del mondo, quello che non ha prole, è assolutamente all’oscuro e quando ci sente sbuffare per via dell’odiatissimo ”cambio di stagione” si domanda se per caso non la stiamo facendo troppo lunga per una cosa che tutti fanno e che, sì è noiosa, ma in fin dei conti non è poi così traumatica. Come si sbagliano! Se solo sapessero quanto impegno, quale fatica, quanto sudore profuso appresso a magliette e calzoncini, nella speranza vana di recuperare almeno una tuta da far mettere al pargolo che altrimenti si troverà a far ginnastica con un completino attillato degno di Raffaella Carrà. Se poi avete una figlia adolescente come me, il guaio è doppio: non solo i vestiti saranno stretti ma anche fuori moda, quindi, a suo avviso, assolutamente non indossabili, pena il pubblico ludibrio! Eccoci quindi arrampicate sulla scala a tirar giù scatoloni, attaccate alle ante dell’armadio come gechi, con il naso immerso nei cassetti, frugando e rovistando, mugugnando e brontolando, tastando, soppesando, valutando, nella vana speranza che almeno questa volta sia rapido e indolore. Vana, appunto, perché come sempre le nostre aspettative saranno deluse e anche quel vestitino di Natale delizioso, che avevamo comprato solo la scorsa stagione finirà nel sacco degli abiti da regalare, nonostante abbiamo provato fino alla fine a farlo indossare a nostra figlia, cercando di convincerla che trattenere il respiro sia una condizione assolutamente normale quando ci si mette un abitino elegante. Ma niente da fare, bisogna arrendersi all’evidenza e affrontare il nemico a testa alta, perché va bene che tutto fa tendenza, va bene che oramai tutti indossano tutto, va bene che anche in pieno inverno si vedono per strada gentili pulzelle in tenute degne del carnevale di Rio, ma a tutto c’è un limite, che diamine!…e ne ho avuto conferma quando stamani ho cercato di far indossare una polo con le maniche ormai irrimediabilmente al gomito a mio figlio di otto anni che mi ha guardato un po’ compassionevole e mi ha detto :’’Mamma rassegnati …sono cresciuto pure stavolta!’’
Allora buon lavoro a tutte noi e che il vostro armadio questo autunno vi regali più soddisfazioni del mio!

Le mamme non si ammalano mai…e i papà?

Avete fatto caso che le mamme non si ammalano mai? O meglio, si ammalano di rado. Ci riflettevo l’altro giorno quando una mia amica mi faceva il resoconto dettagliatissimo dell’ultimo malanno occorso al figliolo. E’ una verità inconfutabile: quando tutta la famiglia è piegata sotto i colpi dell’ennesima influenza intestinale o del trentesimo raffreddore della stagione, le mamme continuano instancabili il loro lavoro, soffiando nasetti e dosando medicinali. Che i bimbi tendano ad ammalarsi è naturale, del resto: le loro difese immunitarie sono ancora immature ed è fisiologico, ma i papà? Vogliamo parlare dei papà? Vogliamo parlare del cosiddetto ”sesso forte”? Continua a leggere

I compiti delle vacanze

Io lo sapevo, è bastato distrarsi un attimo e già siamo a luglio. Le vacanze, come tutte le cose belle della vita del resto, hanno il brutto vizio di volare. Così allo scattare del mese di luglio scatta anche la missione ”compiti delle vacanze”. Ormai è impossibile procrastinare, bisogna prendere il toro per le corna e lavorare. Continua a leggere

Giugno- ovvero ”La scuola è finita!”

Giugno. Detto così sembra un mese come un altro, il sesto dell’anno per la precisione, il mese delle ciliegie (buone) e quello in cui entra l’estate, ma a parte questo nessun altro avvenimento rilevante o eccezionale lo caratterizza; giugno non è come dicembre dove c’è il Natale, o come agosto dove si pensa alle ferie, giugno si adagia tra maggio e luglio e scorre senza eventi degni di nota…all’apparenza.

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Tanti auguri a te!!!!!!!!!

Oggi il tema è: ” il compleanno: teoria e tecnica di sopravvivenza”. Chiunque abbia bimbi sa cosa si nasconde dietro alle tre magiche paroline festa di compleanno, un non addetto ai lavori potrebbe limitarsi immaginare palloncini, bibite gassate, patatine e pizzette, allegria e torta finale: ecco vorrei dirvi che non è esattamente così, o meglio, una festicciola è tutto questo, ma anche molto di più. Continua a leggere